
Ieri sono stato a Napoli per vedere la mostra di un artista contemporaneo: Montesano. Nell'esposizione sono a confronto i manifesti della propaganda nazista e di quella stalinista. Il filo conduttore di tutta l'opera è il male e come esso viene rappresentato. Il male assoluto, il male che va al di là dell'uomo.
La donna ROM che ha tentato di rapire la bambina di Ponticelli ha commesso una malvagità che ha generato altre malvagità. Il male si autoalimenta è fiorisce nel degrado sociale e legale. La questione ROM è una questione antica e difficile. Anche io sono esasperato dai continui fumi neri che ogni sera si innalzano dalla nostra zona ASI. Capisco, inoltre, la reazione degli industriali che non riescono più ad andare avanti in queste condizioni, comprendo, infine, le ragioni di chi sostiene che i ROM sono innanzitutto uomini e donne e bambini.
Il problema di fondo è la paura. Oggi più che mai noi abbiamo paura. Paura dell'altro, paura del diverso, paura di veder peggiorare ancora di più le cose.
C'è bisogno di costruire un nuovo concetto di legalità una legalità diversa. Una azione nuova e certa delle forze di polizia che porti nei nostri territori un modello di democrazia alternativo. Non possiamo più sopportare che ci siano posti e luoghi dove non viene rispettata nessuna norma: che siano ROM, che siano Napoletani, che siano Finlandesi. Il problema è la legalità. I ROM sono di fronte ad un bivio: rispettare le regole per essere rispettati, isolando quei soggetti che nella loro comunità vivono nell'illegalità e che alimentano l'intolleranza o essere risucchiati tutti da un mix di paura e malvagità che più volte nella storia si è abbattuto su di loro.
La democrazia senza legalità genera l'autoritarismo è le prime vittime degli autoritarismi sono stati sempre i ROM: da hitler a stalin.
E' bene non dimenticare che il male è sempre dietro l'angolo. E noi siamo proprio nell'angolo.
Nessun commento:
Posta un commento